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Gli Hikikomori

Il termine giapponese hikikomori significa “stare in disparte” o “ritirarsi”. Si usa per indicare persone che decidono volontariamente di isolarsi dal mondo, chiudendosi nella propria stanza e evitando quasi ogni contatto sociale.
Gli hikikomori sono soprattutto ragazzi tra i 15 e i 30 anni. In genere vivono isolati nella loro stanza per mesi o anni, non vanno a scuola né lavorano. Hanno contatti minimi con la propria famiglia e usano spesso internet, videogiochi o social media come unico collegamento con il mondo esterno.
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Il Fenomeno degli Hikikomori

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Quando e dove nasce

Il fenomeno degli hikikomori nasce in Giappone tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, inizialmente nei contesti urbani più sviluppati. Questo comportamento comincia a essere riconosciuto come un problema sociale negli anni ’90, quando il numero dei casi aumenta significativamente, spingendo studiosi e istituzioni giapponesi a indagare le cause.

Il fenomeno degli hikikomori nasce in Giappone a partire dagli anni ’80 e ’90. Si è sviluppato in una società molto rigida e competitiva, dove il fallimento scolastico o lavorativo è visto come un disonore. 

Anche se il termine nasce in Giappone, il fenomeno è presente in molti paesi, inclusa l’Italia. Le cause cambiano da cultura a cultura, ma il disagio giovanile e la pressione sociale sono elementi comuni in tutto il mondo.

Cause e conseguenze

Le cause sono diverse e spesso combinate. Le principali possono essere l’ansia sociale o paura di affrontare gli altri, bullismo subito a scuola o nei gruppi sociali, pressione da parte dei genitori o della scuola per avere successo, depressione o altri disturbi emotivi, paura di fallire in una società competitiva, che non perdona gli errori.
Vivere come hikikomori può portare a conseguenze serie come la perdita delle abilità sociali, difficoltà a reintegrarsi nella scuola, nel lavoro e nella vita quotidiana.
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